gwcached,7 gwcached,7
Commissione 04 - Difesa - Intervista
27 luglio 2010

Manovra - intervento - l'Unità

Serra: I soprusi di un governo sordo che sbaglia

Pagano sempre i più deboli

La manovra dei soprusi. Da qualunque angolazione si guardi alla finanziaria d`estate in via di approvazione a colpi di fiducia, questa definizione calza a pennello. Trai soprusi più eclatanti, rientra a pieno titolo un emendamento del relatore di maggioranza sul patrimonio abitativo della Difesa che in poche righe cancella un percorso di provvedimenti legislativi e pianificazione amministrativa iniziato oltre quindici anni fa. Con un colpo di mano clamoroso, infatti, la manovra obbliga le circa 5500 famiglie di militari che attualmente abitano in un alloggio della Difesa versando un affitto agevolato, a pagare dal prossimo gennaio canoni di mercato. Ciò significa per almeno due terzi di queste famiglie - quelle con il reddito più basso - la condanna a rimanere per strada. Tra loro, vedove, pensionati, portatori di handicap. Tutti definiti con un enorme errore giuridico, "sine titulo". Tutti considerati a torto abusivi. Ora, al di là dell`insensatezza di una misura che comporterà nella fase di avvio, forti perdite per la pubblica amministrazione, mi preme soffermarmi su due aspetti di questa vicenda. Il primo, appunto, è di natura storico-politica.
Va ricordato che già nel 1993, la legge 537 stabilì il diritto alla continuità abitativa per le famiglie con reddito medio-basso utenti degli alloggi della Difesa.
Nel`94 poi, il governo Berlusconi sancì la possibilità
di prorogare la concessione anche a famiglie con reddito superiore, alzando loro il canone del 50 per cento. Da allora dunque gli uni e gli altri hanno pieno titolo a vivere dove vivono. Come se non bastasse, nella Finanziaria 2008, il centrosinistra approvò un programma di valorizzazione del demanio militare - organico e a lunga scadenza - che consentisse ai 40-50 mila volontari di truppa di ottenere una casa attraverso uno strumento di edilizia agevolata. Qui si stabiliva che, in caso di vendita, gli utenti ex sine titulo godessero o del diritto di prelazione o, comunque, del diritto di restare nel medesimo alloggio alle medesime condizioni. Tutto ciò era già stato stravolto nei mesi scorsi dal Regolamento attuativo di tale legge emanato dall`attuale governo, con rilievi e critiche sia da parte del Consiglio di Stato che della Corte dei Conti. Ma con il colpo di mano della manovra si è raggiunto l`apice, perché all`ingiustizia si è sommata l`arroganza di un regime che non ammette trattativa. E vengo al secondo aspetto della vicenda: l`ennesima prova della sordità del Governo alle richieste di ascolto dei suoi cittadini. Il ministro la Russa, infatti, sono settimane, che fa orecchie di mercante. A chiedergli un colloquio, infatti, oltre ai diretti interessati, sono stati anche alcuni esponenti del gruppo Pd in Commissione Difesa al Senato, tra cui il sottoscritto. E, la risposta è ormai una chimera.


tag
finanze  
condividi
gwcached,7
gwcached,7
gwcached,7