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Commissione 07 - Istruzione - Comunicato stampa
27 luglio 2010

Università

Franco: "Una riforma che penalizza i giovani e condanna il Paese al declino"

"Tagli invece di investimenti, a questo si riduce la riforma dell'Università italiana proposta dal governo, ma una vera riforma per i nostri atenei non si può fare con i tagli e senza risorse. Senza soldi non si possono fare miracoli e soprattutto non si può avviare una programmazione seria del sapere che guardi al futuro dei giovani e del Paese". Così la senatrice Pd Vittoria Franco della commissione cultura nel suo intervento al dibattito generale sulla riforma universitaria nell'Aula del Senato.
"Mentre altri Paesi europei - ha spiegato la Franco - hanno risposto alla crisi aumentando gli investimenti in formazione e ricerca, il ministro Tremonti ha pensato bene, ancora prima della crisi nel 2008, di operare un bel taglio di un miliardo e mezzo circa. Evidentemente, ha ritenuto che l'Università dovesse essere tra i soggetti da punire. Eppure, in Italia si spende per l'Università molto meno della media europea e OCSE e noi occupiamo le ultime posizioni per percentuali di laureati.
"Questo è un testo - ha proseguito la senatrice Franco - che penalizza in particolare i giovani da una parte come studenti nel diritto allo studio, quello vero, che promuove la mobilità sociale e premia gli studenti meritevoli, nonché privi di mezzi, come recita la nostra Costituzione. Il Fondo per il merito, previsto all'articolo 4, è una semplice finzione, priva di efficacia, non disponendo di una seria e certa copertura finanziaria, come ha riconosciuto anche il relatore nella sua relazione. Dall'altra la riforma penalizza i giovani che desiderano intraprendere la carriera accademica. L'emendamento all'articolo 18, presentato per l'Aula dal relatore, infatti, peggiora ulteriormente la condizione dei giovani studiosi perché allunga indiscriminatamente il periodo di incertezza e di precarietà. In Commissione sono stati accolti nostri emendamenti a favore dei ricercatori a tempo indeterminato che invece in base al testo del Governo erano lasciati senza futuro. Nessuna delle nostre proposte è stata invece accolta per i ricercatori a tempo determinato, figure create dalla precedente legge Moratti".
"Un Paese che non si prende cura dei giovani e della loro intelligenza è destinato al declino. Questo purtroppo è il rischio che si corre. Noi questo - conclude Vittoria Franco - non vogliamo accettarlo, non l'accettiamo e faremo di tutto per cambiare con grande senso di responsabilità, impegno e passione il testo al nostro esame, per il bene dei nostri giovani, della nostra università, della ricerca, dell'innovazione e del futuro del nostro Paese".


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