
La notizia che lei ha letto era contenuta nel Rapporto 2010 diffuso dalla Svimez, l'Associazione per lo sviluppo dell'industria nel Mezzogiorno. Risulta che la crisi economica sta facendo nel Sud danni gravissimi, tanto che una famiglia su tre è a rischio di povertà, e moltissime hanno un reddito che s'aggira intorno ai mille euro al mese. Non sono un economista, ma ho letto con stupore il dato della spesa per il medico, secondo il quale molti nostri connazionali del Sud non sarebbero in grado di affrontarla. Mi sono meravigliato, come se improvvisamente l'Italia fosse anch'essa da affidare alla riforma del presidente Barack Obama, che si trova a dover ereditare dal nulla una pubblica assistenza sanitaria.
Voglio sommessamente ricordare che dal 23 dicembre 1978, con la legge 833 che cancellò le Mutue (coprivano solo chi aveva un lavoro, dipendente o autonomo) esiste un Servizio
sanitario nazionale che garantisce medici e cure a tutti i cittadini, attuando così pienamente, con tale principio universalistico, quel diritto alla salute stabilito dall'articolo 31 della Costituzione. È vero che una corposa quota-parte della spesa sanitaria risulta costituita dai soldi che i cittadini spendono di tasca propria, o tramite assicurazioni private di malattia, ma si tratta di un optional: spina dorsale dell'intero sistema delle cure resta l'Ssn, che garantisce a tutti l'accesso gratuito ai medici di famiglia, agli ambulatori specialistici territoriali e agli ospedali, e fornisce i farmaci necessari, gratuitamente o con un piccolo contributo.
Periodicamente l'opinione pubblica viene traumatizzata dai casi di malasanità, ma questo è un altro discorso. A proposito del quale vorrei dare un consiglio: noi cittadini potremo disporre di un buon servizio sanitario se impariamo a "co-gestirlo". Perché, per esempio, (e mi riferisco alla tragedia della neonata morta in Calabria) portare una partoriente in un ospedale dove il reparto di Ginecologia-Ostetricia era chiuso da un anno, e dover poi compiere un pericoloso trasferimento in un altro? Si ha il diritto-dovere d'informarsi, di conoscere.
Il Servizio sanitario è uno strumento. Bisogna saperlo adoperare. La
Welfare community è stare al timone insieme con gli addetti.