gwcached,7 gwcached,7
Commissione 11 - Lavoro - Intervista
28 luglio 2010

Fiat/Pomigliano - intervista di Alessandra Chello - Il Mattino

Treu: "Lasciare il contratto nazionale è la rottura del sistema"

Una mossa sbagliata creare un'altra compagnia, vanno ripensate le regole

Un passo ad alto rischio. Tiziano Treu (Pd), giuslavorista e vicepresidente della Commissione lavoro del Senato, è molto preoccupato. L`annuncio della nascita di Fabbrica Italia Pomigliano, dice, è di quelli da togliere il sonno.
Detto fatto. La Fiat l`aveva già promesso. Ieri l`ufficialità: una newco nuova di zecca per uscire dalla crisi... «
Mah, c`è davvero molto poco da star sereni. L`uscita del Lingotto dal contratto nazionale era nell`aria, ma da qui ad una presa di posizione come quella assunta dai vertici torinesi ce ne corre. Credo sia una di quelle mosse destinate a sollevare una marea di dubbi e ad aprire la porta ad altrettanti pericoli. Oltretutto anche giuridicamente è un affare che non funziona. La proprietà resta la stessa e cosa accadrà alla fine dell`anno prossimo alla scadenza dell`intesa. E poi perché? Mi sfugge proprio il reale significato di fare adesso una scelta del genere».
Lei come avrebbe condotto la vertenza considerando il bastone tra le ruote della Fiom?
«Ho sempre detto che l`accordo di Pomigliano, pur nella sua complessità e difficoltà, era del tutto comprensibile. Ecco perché bisognava lavorare meglio e di più. Andava fatto tutto il possibile per far rispettare l`accordo già
raggiunto. Con logica, pazienza e coerenza. Mettendo sul tavolo tutte le carte giocabili, sanzioni incluse, per ricucire lo strappo nel sindacato e se ciò non fosse stato
possibile recuperando allora la sola parte responsabile con la quale andare avanti. Si è lavorato per mesi, siglato un patto ratificato poi dal referendum per poi arrivare ad una newco tirata fuori dal cilindro dell`azienda? No, non è questa la strada giusta. Ne sono
certo».
Quali sono i rischi della soluzione Marchionne?
«L`esempio di Pomigliano finirà per essere seguito anche da altri. Ma da qui a lasciare il contratto nazionale, ce ne corre. Mollare il contratto nazionale è una rottura
netta del sistema. Ecco perché il mio giudizio è del tutto negativo. Questa è una svolta negativa che spianerà la strada ad un periodo nero che sarà contraddistinto da
un tasso di vertenzialità acuta nell`Azienda Italia».
Si può fare dietrofront?
«Va fatto. Prima che sia troppo tardi. Bisogna chiedersi che uso si intende fare di questa nuova creatura. Ma l`importante è parlarne ancora. Non rassegnarsi al fatto che ormai la partita è chiusa. Vanno riaperte le trattative al più presto per trovare la via migliore che ripeto non può essere questa. Ora il problema è come fermare questa ondata e su questo anche il governo deve dire qualcosa. Poi bisogna ripensare le regole del sistema: penso a norme giuridiche, su cui la politica e il
Parlamento ha piena voce, a cui dovranno affiancarsi anche le parti sociali. Del resto un impegno a una tale revisione era già stato sottoscritto nell`intesa confederale del 22 gennaio sulla riforma del modello contrattuale. Serve perciò un ripensamento complessivo. Ma
questo attiene alle regole di sistema, che vanno rese più chiare e cogenti, anche nell`interesse dei contratto nazionale».


tag
lavoro   industria  
condividi
gwcached,7
gwcached,7
gwcached,7