
"Il 5 maggio 2010 sono state accolte le dimissioni del ministro dello Sviluppo Economico con la conseguente assunzione dell'interim da parte del presidente del Consiglio dei Ministri della responsabilità di tale dicastero. Il premier Berlusconi, pur avendo assicurato, il 23 luglio, in risposta all'autorevole sollecitazione del presidente della Repubblica, che questa settimana avrebbe proceduto a porre termine all'interim, è da ricordare che il presidente del Consiglio sin dal 6 maggio ha fatto varie e ripetute dichiarazioni di imminente cessazioni dell'interim, sempre smentite dai fatti. Essendo giunti già a mercoledì, non si può non notare che in queste ore si parla di possibili interventi dell'on.Berlusconi nei prossimi giorni solo in riferimento a scontri interni del suo partito e che si è persa traccia di qualsiasi intento di porre termine all'anomala e incostituzionale situazione concernente il dicastero dello Sviluppo Economico. Sarebbe a questo punto opportuno che il Parlamento fosse informato se almeno questa volta s'intenda confermare l'intenzione di una sollecita conclusione dell'interim con una nomina che non dia adito a critiche rispetto ai conflitti di interesse passati e presenti. E sarebbe inoltre anche utile sapere quali intendano essere le sollecitazioni al nuovo ministro all'interno della politica generale del Governo, anche in relazione ai diritti e ai doveri richiamati dall'art. 2 della Costituzione. Su questi temi, ho presentato la mia quotidiana interrogazione su questa vicenda".