
"Dopo l'audizione del ministro Galan ieri in Commissione Agricoltura in Senato, appare un dato incontrovertibile: mentre sulle quote latte il governo è disposto a cedere su tutto, giocando sulle parole, gli altri comparti agricoli sono abbandonati al proprio destino". Lo dichiara la senatrice del PD Maria Antezza.
"Il PD - spiega Antezza - ha cercato in ogni modo, con proposte, emendamenti e interrogazioni, di spingere l'esecutivo a intervenire a favore di un settore fondamentale come quello agricolo, colpito in modo molto duro dalla crisi, come dimostrano i dati di produzione attuali rispetto a quelli del triennio precedente. È stata invocata da varie regioni l'applicazione della legge 71 del 2005 che consente allo Stato di aiutare il comparto agricolo e in risposta da Galan ieri è arrivato l'annuncio di un pacchetto anti-crisi sulla cui consistenza, natura e applicazione aspettiamo i fatti".
"Serve un intervento vero, strutturale. Ma invece di rendere effettivo questo necessario sostegno economico all'agricoltura - conclude la senatrice PD - il governo spacca il capello in quattro, adducendo che l'Europa s'opporrebbe a quelli che secondo l'esecutivo potrebbero apparire come aiuti di Stato. Eppure non è all'evidenza del Parlamento alcuna prova che la Commissione Ue abbia mai contestato la legge 71. A questo punto dunque, il sospetto diventa: Galan, per far digerire il pasticcio delle quote latte all'Europa, su cui la Lega è tanto sensibile, è disposto a sacrificare tutto il resto? E l'agricoltura italiana sarà vittima di questo ricatto?"