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Commissione 07 - Istruzione - Intervento
29 luglio 2010

Università - sintesi dell'intervento in Aula

Zanda: L'assenza dei fondi per l'università mette l'Italia ai margini della sfida internazionale

Il Pd vota NO

"La manovra anticrisi di 25 miliardi non prevede un euro per lo sviluppo e la legge sull'università taglia le risorse. Al ministro Gelmini chiedo se può, per cortesia, spiegare ai cittadini: quale futuro il governo sta costruendo per l'Italia? Come pensa di renderla competitiva?". È quanto, in Senato, chiede il vicepresidente dei senatori del Pd Luigi Zanda al Ministro Gelmini dichiarando il voto negativo del Pd al provvedimento sull'università.
"Credo alla sincerità del ministro Gelmini quando dice d'essersi battuta per difendere i finanziamenti all'università. Ma quando si governa ed è in gioco il futuro del Paese le battaglie bisogna saperle vincere. Senza risorse - continua Zanda - nessuna riforma è possibile. Persino una politica di risanamento, di contenimento dei costi, di valorizzazione e potenziamento di quel che ancora funziona nell'Università italiana, ha bisogno di investimenti in organizzazione, in strumentazione, in capitale umano, in infrastrutture".
"Tutti i grandi paesi a partire dalla Germania, dalla Gran Bretagna, dagli Stati Uniti - spiega il vicepresidente dei senatori del Pd - stanno affrontando la crisi economico-finanziaria pensando al domani. E pensare al domani significa disporre importanti investimenti sulla scuola, sulla ricerca e sull'università. Lo fanno governi di destra e di sinistra. Solo l'Italia invece di promuovere finanziamenti aggiuntivi su scuola e università, interviene tagliando le risorse. Più di otto miliardi in meno alla scuola nel 2008. Un miliardo e trecento milioni in meno nel 2011 all'università".
"Il Pd - aggiunge Zanda - ritiene l'università una priorità assoluta e ancor più nel mezzo di una crisi che rende così incerto il nostro futuro. Rispondere alla crisi definanziando l'università è un delitto nei confronti dello sviluppo, della ripresa e delle future generazioni".
"La crisi internazionale spiega molto delle difficoltà di questi anni, ma per l'Italia non spiega tutto. Se il governo non avesse buttato quasi cinque miliardi nella privatizzazione dell'Alitalia, se avesse applicato allo scudo fiscale un'aliquota decente, se non avesse abolito l'Ici sulle case di lusso, se non avesse allentato la lotta all'evasione abrogando le norme del governo Prodi, oggi avremmo risorse a sufficienza per far fare all'Università italiana uno straordinario salto di qualità".
"Ma il governo Berlusconi, governo dell'annuncio, definanziando le università riduce le possibilità di sviluppo del nostro Paese e - conclude Zanda - lo mette ai margini della sfida internazionale".


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scuola  
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