
«Non vedo allo stato la possibilità di modificare la legge elettorale, ma lo scenario è in movimento e qualcosa potrebbe cambiare». Stefano Ceccanti, costituzionalista e senatore del Pd, non esclude che si torni alle urne con la legge attuale e che le alleanze si possano fare dopo il voto.
Ma senza una modifica della legge elettorale, con tre poli in campo, cosa succederebbe? Il premio di maggioranza scatta al Senato regione per regione. Si potrebbe in teoria avere una maggioranza alla Camera diversa da quella del Senato. Ma comunque si potrebbero trovare intese tra i partiti dopo il voto.
C`è un`ipotesi di modifica, su cui possano convergere Pd e terzo polo? Esistono due linee diverse di cambiamento. La prima è
quella di far scegliere all`elettore il candidato, che mira ad aggiungere un secondo diritto e tendenzialmente comporta o il collegio uninominale, o liste molto corte o le preferenze.
Questa salva il bipolarismo. D`Alema però cerca intese sul proporzionale... La seconda linea aggiungerebbe alla legge attuale il diritto di scegliere i rappresentanti, ma togliendo quello di scegliere il governo. Si tratta di un modello di proporzionale, magari alla tedesca, che si limita a togliere il premio. Il governo si fa dopo, in Parlamento,
con le quote che ciascuno prende.
Pdl e Lega ne sposerebbero una? Pdl e Lega non vogliono cambiare alcunché. Vendola neppure, perché immagina uno schema a tre poli come in Puglia. I centristi sono per lo schema di D`Alema. Fini non lo sappiamo. (R.d`A.)