
«L`ennesimo frutto malato del conflitto di interessi». Il senatore Luigi Zanda, vicepresidente del Pd a Palazzo Madama, di conflitto di interessi se ne intende: è la terza legislatura che presenta un ddl per normarlo,
«visto che la legge Frattini è del tutto inutile».
Lasua idea è drastica: ineleggibilità e incompatibilità a incarichi istituzionali per chi incarna un conflitto di interessi. Partendo proprio dal rapporto tra editoria e
politica. «Nella legge che immagino non sarebbe possibile per nessun editore presentarsi alle elezioni».
Anche gli attacchi a Gianfranco Fini sono figli del conflitto di interessi? «Questa operazione si inquadra in un sistema di potere sull`informazione e in un`abitudine particolare di Berlusconi: il premier si dipinge come una vittima
dei giornali ma in realtà usa i suoi, di proprietà della sua famiglia, insieme alle sue tv per "assassinare
politicamente" i suoi avversari per le loro opinioni».
Vale anche in questo caso quella che è stata definita
character assassination?
«Uno degli esecutori del pensiero berlusconiano, l`onorevole Giorgio Stracquadanio ha definito tutto questo, "metodo Boffo" Mi sembra evidente che siano in
atto tentativi di assassinio politico. Con l`ex direttore di Avvenire l`assassinio è riuscito. Nei confronti
di Fini ci provano da qualche mese, da quando iniziò una
campagna del Giornale su un presunto giro di escort a Montecitorio. Ora ci riprovano con la storia dell`appartamento».
Che idea s`è fatto dell`inchiesta sulla casa di Montecarlo? «Vedo Fini tranquillo, sereno e composto nelle sue reazioni. Sono certo che, se ci saranno degli aspetti della questione da chiarire, verranno ampiamente spiegati.
Ma qui la questione è un`altra».
E sarebbe? «Il problema riguarda le istituzioni e l`uso della mazza ferrata giornalistica, editoriale e televisiva contro gli avversari del Presidente del consiglio. Dietro tutta
questa storia ci sono le gigantesche malattie di fondo della politica berlusconiana: l`uso dello Stato per i propri interessi personali, un disprezzo per lo Stato che
va dalle accuse di comunismo alla Corte costituzionale, alle indiscrezioni irriverenti contro Napolitano,
alla continua delegittimazione della magistratura, all`uso
dei decreti legge e della fiducia contro il Parlamento. Fin poi alla capacità di approfittare oltre ogni limite dell`assenza di una legge sul conflitto di interessi».
Tutto ruota attorno a un vecchio problema che nemmeno la sinistra è stata in grado di risolvere. Alla Camera, se ci fosse l`appoggio dei finiani, potrebbe essere un tema da ripescare in autunno? «Il problema sono le premesse: "Se ci fosse l`appoggio dei finiani...... Io dico che loro dovrebbero convergere su questo tema. Quando Casini parla di un`area di
responsabilità io credo che stia pensando anche a questi problemi. D`altronde insieme al conflitto di interessi ci sono due priorità che dovrebbero essere affrontate dal Parlamento».
Quali? «Una legge elettorale che restituisca ai cittadini il potere di scegliere realmente iloro rappresentanti e una norma che tagli il cordone tra Rai e partiti».