
Cara amica, mentre una direttiva comunitaria europea è a favore delle coltivazioni ogm, ci sono Paesi che non hanno ancora fatto chiarezza. Tra cui l'Italia. Siamo in una situazione contraddittoria: vengono venduti liberamente prodotti alimentari a base di vegetali geneticamente modificati, ma ancora non si è arrivati a una decisione circa le coltivazioni, perché ogni volta che la proposta arriva in Parlamento c'è un fuoco bipartisan di opposizioni, che a me ricorda da vicino il tormentato cammino parlamentare della legge sui trapianti di organi. Per gli ogm, come per i trapianti d'organo, continuano a prevalere timori legati a una non conoscenza del tema. E la non conoscenza diventa automatica condanna dell'applicazione delle biotecnologie all'agricoltura, e quindi al settore alimentare. Pochi sanno che modificando un gene di una pianta comune come il mais, gli scienziati non fanno altro che riprodurre processi che già avvengono da millenni in natura. Nessuna pianta è naturale, tutte sono frutto di una lunga serie di modifiche del Dna operate dai genetisti agrari per creare prodotti vegetali di maggior valore nutritivo e commerciale.
Sapevate, ad esempio, che la mela dell'uomo primitivo aveva un diametro di pochi centimetri ed era tutta semi? La genetica vegetale ne ha poi migliorato produttività e qualità. Non solo le piante geneticamente modificate permettono raccolti più abbondanti (cruciale per tentare di risolvere il problema della fame nel mondo), ma sono anche selettivamente resistenti ai parassiti, il che permette di evitare trattamenti disinfestanti dannosi sia per la salute sia per i terreni. Naturalmente, quando si parla di coltivazioni ogm, il pensiero corre subito alle multinazionali che egemonizzano il mercato delle sementi, e al fatto che le piante ogm, contrariamente a una tradizione multimillenaria, sono sterili di per sé e non producono sementi utilizzabili per la risemina. Cosicché l'agricoltore ogni anno deve ricomprare i semi dalle multinazionali. È un limite? Non direi. Parlando con un agricoltore dell'Africa più disagiata, ho saputo che il guadagno dovuto a raccolti abbondanti supera ampiamente il costo della ricompera dei semi. Come sempre, si verifica nella pratica, senza ideologismi.