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Commissione 11 - Lavoro - Intervista
20 agosto 2010

Occupazione - intervento - Europa

Treu: Tremonti non capisce il tedesco

I dati sulla occupazione sono molto più drammatici di quello che dice il governo. La Germania dimostra che si possono coniugare rigore e crescita

I dati Ocse del secondo trimestre 2010 confermano il grave ritardo dell`Italia rispetto alla pur debole ripresa mondiale. Solo il Giappone fa peggio di noi. Basta vedere la sequenza dei dati del Pil: a fine 2008 noi eravamo al -3,3 contro una media Ocse del -2,5; a metà 2009 l`Italia era al -6,1 contro il -4,6, a metà 2010 noi cresciamo attorno all`1 contro il 2,8 medio dei paesi Ocse. Tutto questo non sembra né preoccupare né occupare il nostro governo. La maggioranza è in preda a contrasti violentissimi ma non sui temi dell`economia e dell`occupazione. Il partito del premier continua a verificare le probabilità di far approvare leggi ad personam. I ministri economici sono più silenziosi ma fino a ieri si sono consolati ripetendo che la nostra disoccupazione è minore di quella di altri paesi. Ma se si considerano cassaintegrati, lavoratori in mobilità e ritiri dal mercato del lavoro per scoraggiamento la disoccupazione è oltre il 12 per cento e quella dei giovani al 29,5. Queste sono le conseguenze di due anni e mezzo di inerzia e di provvedimenti sbagliati del governo. Il ministro dell`Economia ha prima teorizzato l`inazione ("deve passare la nottata") e poi ha varato una manovra che il Pd ha definito iniqua e depressiva. A distanza di un mese la valutazione è confermata dai fatti. Il governo non ha avuto neppure il coraggio dei liberali inglesi di tassare un po` di più le rendite finanziarie per alleggerire il peso fiscale su lavoro e famiglie. E intanto la pressione fiscale è al record storico del 43,2 per cento così come sono alti i dati su evasione ed economia sommersa indicati in questi giorni da Istat e Banca d`Italia.
La manovra è drammaticamente inefficiente perché non ha investito niente nella crescita. Non si è voluto seguire
l`esempio di altri paesi, anche molto cauti, come la Germania la quale ha accompagnato una politica di rigore con forti investimenti infrastrutturali, nell`educazione e
nell`innovazione, e nel sostenere efficacemente il suo export, mentre i nostri istituti del commercio estero aspettano ancora di essere rafforzati. E infatti la Germania non solo cresce già al 3,7 ma ha ripreso a creare occupazione riportandosi già ai livelli pre-crisi, mentre noi continuiamo a precipitare.
I vizi dell`economia italiana non sono passeggeri ma si sono aggravati negli anni di Berlusconi. L`Italia ha perso posizioni ed è relegata al 48esimo posto nella classifica del World Economic Forum, la produttività del lavoro è diminuita, sono crollati gli investimenti (-20 per cento quelli dell`industria dell`ultimo biennio) e i salari sono tra i più bassi d`Europa.
Cosa serve ancora per risvegliare governo e parti sociali? Il disagio delle famiglie è destinato a crescere, specie a fronte dei tagli agli enti locali che porteranno a una riduzione dei servizi. Per l`autunno che ci attende l`auspicio è che si guardi in faccia alla realtà, non
a quella della propaganda del governo, ma quella impietosamente riflessa nei dati Ocse. Occorre reagire all`inerzia sia che il governo continui a governare sia che debba passare la mano. Il Pd è alla sfida.


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