
«Beppe Pisanu? Ha le qualità di esperienza e profilo politico per essere un ottimo presidente del Consiglio». Parola di Luigi Zanda, vice-capogruppo dei senatori del Pd e buon conoscitore dell'ex ministro (nella Dc come sotto Berlusconi) che, di questi tempi estivi, è il più gettonato tra i possibili nomi pronti a guidare un esecutivo post-berlusconiano di transizione. «Di certo non gli si rende un buon servizio -puntualizza però , e subito, Zanda - mettendo il suo nome in questa girandola di nomi».
Senatore Zanda, come finirà il braccio di ferro in atto tra Pdl e finiani?La frattura dentro la maggioranza e ormai un dato di fatto insanabile, il Pdl di due anni fa non esiste più. Però credo che i finiani, proprio per tenere fede a quel voto dato dagli elettori alla maggioranza di centrodestra, non arriveranno alla rottura definitiva e continueranno ad appoggiare il governo.
Se invece saltasse tutto, dentro il Pdl e nel governo, cosa potrebbe accadere?Vedremo in Parlamento. Se si formassero altre maggioranze tutti dovranno prendere altro, non sarebbe possibile fare diversamente. Il presidente della Repubblica in testa a tutti, prenderà in considerazione eventuali simili ipotesi e scenari. Che, però, allo stato non ci sono.
E il Pd, in questo caso, cosa dovrebbe fare?Si dovrebbe muovere su due piani. Richiamare l'attenzione dell'opinione pubblica sul rischio gravissimo che nuove
elezioni anticipate a breve facciano cadere il Paese nel marasma sociale, politico ed economico, chiedendo formale garanzia sia al ministro Tremonti che al governatore Trichet che l'Italia possa sopportare una campagna elettorale anticipata senza seri rischi per la sua tenuta e stabilità sui mercati internazionali. Dall'altro lato, il Pd dovrebbe sottoporre con fermezza agli organi costituzionali e al Paese il rischio di andare ad elezioni a-democratiche, a causa dell'attuale legge elettorale e dell'occupazione dei principali media da parte dell'attuale premier.
Al Senato i dissenzienti del Pdl, finiani e non, reggeranno?Non credo che i finiani diminuiranno. In ogni caso, dentro il gruppo del Pdl al Senato, i malumori e i dissensi rispetto a una linea, quella del premier, fallimentare nell'azione di governo come dell'attuale maggioranza, erano tanti già prima della pausa estiva e credo che siano destinati a crescere.
Come giudica, da questo punto di vista, il ruolo dell'ex dc e suo collega Beppe Pisanu?Pisanu e un galantuomo della politica. Merce rara, anzi direi rarissima, di questi tempi. Già dall'inizio della legislatura ha tenuto un atteggiamento molto riservato, quasi solitario. Ha preso raramente la parola in Aula e sta molto per conto suo. Parlare di governi tecnici e
tirarne in ballo il nome, come si fa in questi mesi di retroscena e scenari estivi, e sbagliato e controproducente. Una cosa è certa, però e cioè che Pisanu ha le qualità giuste, l'esperienza e il profilo giusto per fare il presidente del Consiglio.