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Commissione 11 - Lavoro - Intervista
22 agosto 2010

Fiat Melfi - intervista di Marco Toriello - Il Mattino

Treu: "Il Lingotto rischia una sanzione"

"Violato l'articolo 28, l'ordine del giudice va subito adempiuto"

Quella della Fiat è una decisione di cui non capisco il senso. Forse l'azienda ha messo in conto di subire una sanzione penale». Tiziano Treu, giuslavorista, senatore del Pd e ministro del Lavoro a metà degli anni '90, è convinto che l'invito a non tornare al lavoro, rivolto dal Lingotto ai tre operai di Melfi, sia una scelta sbagliata dal punto di vista strettamente giuridico.
La Fiat sostiene però che sia una prassi consolidata delle aziende lasciare a casa i lavoratori licenziati anche dopo il reintegro, continuando però a retribuirli.
«Questo è vero nei casi più comuni: ci sono tante aziende che sono andate avanti così per anni, pagando lo stipendio ai dipendenti reintegrati dal giudice, ai quali si chiedeva
però di non tornare infabbrica».
Che differenza c'è in questo caso?
«In questo caso, la decisione di annullare i licenziamenti è stato presa sulla base dell'artìcolo 28 dello Statuto dei
lavoratori, che sanzionala condotta anti-sindacale da parte delle aziende».
E quindi?
«Si tratta di uno dei pochi casi in cui l'ordine del giudice è immediatamente esecutivo. Deve essere adempiuto integralmente. Insomma, gli operai di Melfi devono rientrare in fabbrica e restare al loro posto, in attesa che il tribunale di Melfi decida se confermare o meno i licenziamenti».
La Fiom promette battaglia e si dice pronta a chiedere l'intervento della forza pubblica per far entrare nello stabilimento le tre tute blu.
«Non esistono casi di lavoratori accompagnati in fabbrica da un carabiniere. Ma certamente la Fiom può presentare una diffida».
Cosa rischierebbe la Fiat?
«La violazione dell'ordine del giudice è penalmente sanzionata. Certo, nessuno andrebbe in carcere: la sanzione sarebbe pecuniaria. Forse il Lingotto, che ha sicuramente interpellato il suo staff di legali, ha già messo in conto di pagarla. Ma è comunque un brutto segno. Andando avanti così, ognuno si sentirà in diritto di fare quello che gli pare».


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lavoro  
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