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Commissione 12 - Sanità - Intervista
23 agosto 2010

Vaccini - intervento - Corriere della Sera

Veronesi: Ma non c'è allarme basterà un'insalata

Permane nei confronti dei vaccini una certa diffidenza. È una polemica e una paura antica, che nasce dal passato, quando i vaccini erano virus inattivati per creare immunità, e, in rarissimi casi potevano dare luogo alla stessa malattia da cui dovevano proteggere. I vaccini moderni, ottenuti con il Dna ricombinante, sono invece sicuri al cento per cento perché si utilizza solo la proteina con potere immunizzante e non tutta la molecola virale. Anzi, grazie alle conoscenze genetiche e la possibilità di trasferire i geni, oggi disponiamo di nuove forme di vaccinazione. Ad esempio attraverso piante e frutti. Mettendo nelle banane o nelle patate alcune molecole i cui geni sono stati modificati, sono stati creati cibi-vaccino. Un vaccino in pianta o in frutto costa molto meno (50 volte) rispetto al farmaco. Se poi il cibo vaccinante, così ricavato dalle piante o da un frutto, è trasformato in omogeneizzato, si risolvono anche molti problemi di distribuzione e conservazione perché non è necessaria la catena del freddo. Per ora la banana-vaccino è stata sperimentata per proteggere da un batterio, l`enterocolite, ma il principio è lo stesso per un virus. Per esempio quello del morbillo. Negli Stati Uniti quando ci fu la paura antrace (un batterio) si sperimentò l`insalata. Una volta creata l`insalata-vaccino si conservano i semi che hanno costo molto basso e, altro vantaggio, sono facili da conservare e trasportare: in caso di epidemia si piantano, e invece che dosi di farmaci si somministrano alla popolazione foglie di insalata.


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sanità  
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