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Commissione 07 - Istruzione - Intervista
24 agosto 2010

Università - intervento - La Stampa

I.Marino: Università, inutile negare la realtà

La legge sull`università votata al Senato alla fine di luglio, tra i molti punti discutibili introduce tuttavia una novità importante: la valutazione della produttività di professori e ricercatori e il riconoscimento del merito, anche sotto forma di gratificazioni economiche. Ben venga, finalmente, il principio di non legare gli aumenti di stipendio solo all`anzianità, benché rimangano molte ombre sul metodo di misurazione della produttività. E ben venga l`importante modifica nell`attribuire i fondi per la ricerca attraverso il sistema del «peer review», approvato con voto unanime di tutta l`Aula del Senato, su mia proposta.
Resta però un fatto: i fondi per l`università sono diminuiti e l`intervento del Ministro dell`Università ieri
su questo giornale, pur rassicurando sulle buone intenzioni in vista della finanziaria, non fa che confermare che il problema esiste.
Se la buona volontà del ministro Gelmini si scontrerà contro il muro dell`intransigenza di Tremonti, a che cosa sarà servito il tentativo di riforma? Se nemmeno il principio innovativo della valutazione del merito potrà
salvarsi sotto la scure dei tagli, che cosa resterà della
legge? E perché ostentare una sicurezza non supportata dai fatti invece di reclamare a gran voce ciò che è essenziale per dare concretezza alla riforma? Del resto non mi pare si siano incontrati grandi ostacoli da parte del Governo nel momento in cui si è permesso alla Mondadori di risparmiare 163 milioni di euro sulle tasse dovute allo
Stato. Non sarebbe più utile ammettere che se non ci saranno i fondi il nostro sistema universitario rimarrà
ancora all`ultimo posto in Europa invece che negare la
realtà e ribadire che va sempre tutto bene?


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