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Commissione 11 - Lavoro - Intervista
24 agosto 2010

Fiat Melfi - intervista di Francesco Pilla - il manifesto

Nerozzi: "Nessun contratto dell'auto. Il partito stia con la Fiom"

Cesare Damiano, ex ministro del lavoro, ha aperto la strada all`ipotesi di un contratto esclusivo per i metalmeccanici Fiat (unica casa automobilistica del paese), e lo ha fatto in un momento di confusione in cui il Pd tentenna a prendere una posizione decisa sulla strategia della tensione firmata Marchionne. Un caso isolato o il pensiero sul lavoro del partito di Pierluigi Bersani? Lo chiediamo a Paolo Nerozzi, ex sindacalista, dal 2008 senatore del Pd.
È d`accordo con Damiano: per risolvere i contenziosi in atto i democratici devono fare da sponda alle volontà di
Marchionne?

Oggi penso che la priorità siano gli operai di Melfi, che devono assolutamente tornare a lavorare. C`è una sentenza
della magistratura che deve essere applicata, il rifiuto da parte della Fiat rappresenta un fatto gravissimo che ci
fa tornare indietro agli anni 50 e che va stigmatizzato come tale. Ora credo che parlare d`altro si sbagliato.
D`altra parte sostenere il contratto autonomo è come fare gioco al Lingotto che dal referendum di Pomigiiano al licenziamenti di Torino, Melfi e Termoli fa la voce grossa nel quasi totale silenzio della politica...
La politica non dovrebbe entrare in questione tecniche come il contratto nazionale. D`altro canto è chiaro che Marchionne ritorna alla politica di Valletta, e lo fa riproponendo il contratto automobilistico, come già fecero i dirigenti torinesi nel `59, provocando la scissione della Sida. Ci troviamo in un momento delicato questo è chiaro. I licenziamenti che ci sono stati dopo il voto di Pomigliano e lo stesso referendum dove gli operai hanno dato una risposta negativa all`accordo pur trovandosi in
una posizione difficile, dovrebbero interrogarci tutti. Qui bisogna guardare all`Europa, la risposta non è nei nuovi contratti.
Quindi lei ritiene che quella di Damiano non possa rappresentare l`impostazione della campagna sul lavoro del Pd?
Assolutamente no. Abbiamo un documento dell`assemblea programmatica che dice tutt`altro, la nostra campagna parlerà ai lavoratori, alla loro fatica, alla cig cui sono sottoposti, al loro isolamento e alle condizioni drammatiche in cui vivono. La traccia del documento chiede
di rispettare l`autonomia sindacale. Dobbiamo guardare al contratto europeo, è fondamentale. Ovviamente si tratta di una posizione personale, la mia come quella di Damiano, e forse lui è più esperto di me, ma è importante non isolare la Fiom, e sostenere tre principi fondamentali: il reintegro, il contratto nazionale di lavoro e la difesa del diritto di sciopero. La politica deve dare risposte a un disagio dei lavoratori che, se non governato, potrebbe divenire drammatico.


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lavoro  
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