
Al telefono sembra quasi sorpreso. I media lo cercano quasi solo per "interpretare" le parole di D`Alema. Perché si sa che Nicola Latorre, senatore del piddì, da sempre è molto vicino all`ex Ministro degli Esteri. La sua sorpresa nasce dal fatto che stavolta gli si chiede di commentare la lettera di Bersani, le parole del segretario.
Allora, Latorre, perché - a giudicare dalle reazioni - la proposta di Bersani sembra trovare più consensi di quella di Veltroni? Guarda, ad una domanda così, non mi sento di rispondere.
Perché è profondamente sbagliato immaginare che Bersani abbia preso mouse e computer per replicare a Veltroni.
D`accordo, sarà stata una casualità che le lettere siano arrivate una dopo l`altra. Ma resta la domanda: perché il nuovo Ulivo di Bersani piace di più? Perché mi pare che il progetto del segretario parta da un
dato. Nel nostro paese è irrealistico pensare che possa esserci un partito che da solo possa raggiungere la maggioranza. Bersani parte dalla convinzione che occorra una vasta alleanza per chiudere il capitolo del berlusconísmo.
E Veltroni, invece? Mi pare che - legittimamente - provi a ripercorrere la strada che lo portò a conquistare la leadership del partito. Quella di un partito democratico che, allargandosi, si trasformava in alleanza. Una formazione con pretese di autosufficienza. I fatti, e le elezioni soprattutto, hanno rivelato che era un`ipotesi irrealistica. Lo hanno deciso gli elettori nel 2008 e lo hanno deciso anche altri.
A chi ti riferisci? Mi riferisco ai militanti del mio partito. Al congresso, dopo una discussione serrata e con le primarie, abbiamo deciso che la linea debba essere un`altra: puntare ad una grande alleanza. Che faccia perno sui democratici, naturalmente, ma alleanza.
Quindi la proposta Bersani.... Ache qui, ti ínterompo: non è una proposta dettagliata, già definita nei contorni.
E allora, come si può definire? Non vorrei sembrare uno che va alla ricerca di strane
espressioni pur di non rispondere. Però penso che si possa
dire che quella del segretario è un`iniziativa politica. Abbiamo messo in campo l`idea di un`ampia coalizione. Ma si tratta di un lavoro in progress, di un`ipotesi di lavoro. Che andrà accompagnata da tante cose.
Quali?Va accompagnata a quella campagna, casa per casa, città per città, che sta cominciando in questi giorni. Un`iniziativa di ascolto, di spiegazione, una campagna per dimostrare, coi fatti, con la presenza, che il destino del nostro Paese non può essere quello deciso in "vertici" come quello di Villa Campari. Questo dobbiamo fare. E visto che fortunatamente a questo Paese verranno risparmiate, per ora, le elezioni anticipate ci sarà tutto il tempo per tirare le somme di questo lavoro. A quel punto, concretamente, sapremo su quali basi potrà poggiare
una nuova alleanza.
Ma tu saresti in grado di ipotizzarla questa coalizione? Se mi chiedi cosa ne penso, ti dico che non credo che si
potrà dar vita ad uno schieramento che va da Casini a Ferrero. Non penso che sarà quello l`esito, ma ti ripeto: lanciamo una grade campagna, confrontiamoci con le altre
forze d`opposizione, cerchiamo i punti di contatto e poi
tireremo le somme.
Un`ultima cosa. Molti osservatori sostengono che invece
di accapigliarsi sulle formule sarebbe tutto píù facíle
puntando con decisione alle primarie. Perché nessuno nel
piddì ne parla? Semplicemente perché le primarie vengono dopo. Le primarie
sono uno strumento, non un modello che sostituisce la politica. Sono lo strumento per decidere quale leader
dovrà guidare la coalizione. Se ne riparlerà. Ora è il
momento di fare politica, è il momento di fare opposizione.