
«Le priorità sono legge elettorale e conflitto d`interesse». Ignazio Marino ha una sua posizione sulla strategia del Pd.
È d`accordo con Bersani? «Credo che dovrebbe prendere subito l`iniziativa in Parlamento per chiamare i partiti che sono favorevoli a restituire democrazia al Paese attraverso una legge elettorale che restituisca ai cittadini il diritto di scegliersi i rappresentanti».
Il nuovo Ulivo la convince? «Riproporre ora l`Ulivo, un quinto di secolo dopo, e
riverniciarlo di fresco, non è un progetto di vera innovazione. Serve una classe dirigente nuova. E non è credibile una coalizione contro Berlusconi che mette insieme Vendola, Binetti, Casini, Bersani, Fini, Granata».
E quindi? «Si cominci a lavorare subito su una nuova legge
elettorale. Molti partiti sono d`accordo per cambiarla».
Ma ognuno a modo proprio. «E' vero, ci sono idee diverse: io sono per il collegio uninominale e il sistema maggioritario. Ma si può trovare un denominatore comune. La legge dovrebbe contenere anche una norma che limiti lo strapotere mediatico di Berlusconi».
Quindi una legge sul conflitto, d`interesse? «Esatto, quella che la sinistra purtroppo non ha fatto. Una norma che faccia in modo che il premier non decida le scalette dei tg e quando ci devono essere dibattiti in tv».
E in vista delle urne? La vocazione maggioritaria
veltroniana? «Il Pd deve ritrovare l`ambizione per essere guida del Paese. Con una legge diversa, potrebbe essere il catalizzatore di una coalizione di sinistra con una nuova narrazione su scuola, lavoro e sanità».
Si presenterebbe alle primarie di coalizione? «In tanti durante questi mesi mi hanno sollecitato. Ma è necessario fare un passo alla volta».