
Il desiderio di avere la botte piena e la moglie ubriaca è umano e politicamente assai com prensibile. Ma si avvicina anche per noi il momento in cui dovremo scegliere se indurre la moglie alla sobrietà oppure accettare che la botte si svuoti un po'. Sulla carta farebbe comodo avere tutto. Vendola e Di Pietro che ci portano i loro voti senza distrubarepiù di tanto. Casini e Rutelli che si accodano in nome della guerra di liberazione dal Cav. da condurre modello Cln, da Edgardo Sogno a Moranino. Fini che recita il suo nuovo catechismo politico col dovuto zelo. E magari anche Montezemolo, e Passera, e Draghi, e chi più ne ha più ne metta. Tutti insieme appassionatamente, tutti intorno a noi. Farebbe comodo (forse) ma non sarebbe giusto. E infatti, da Veltroni a Bersani, il filo rosso dei nostri pronunciamenti estivi è stato il rifiuto del caravanserraglio, la messa al bando delle alleanze "quantitative", giocate solo in negativo, all'insegna del mero antìberlusconìsmo. Tutti più o meno abbiamo detto che avremmo dovuto scegliere gli alleati, passarli con cura al setaccio dell'affinità, garantirci a vicenda una convivenza non litigiosa e non artificiosa. Ma questo bivio, va detto, non sarà indolore. Si tratterà di decidere e di chiarire una volta per tutte se il Pd è un canonico partito di sinistra, oppure se è una forza che gioca a tutto campo. Se la sua vocazione è quella di parlare - anche - all'elettorato che fu del Cav. oppure quella di portare alle urne solo la sua tifoseria, rincorrendola. Se il suo destino è quello di cercare un compromesso tra moderati e riformisti oppure un opposto compromesso tra riformisti e antagonisti. Se quella delimitazione a sinistra che tracciammo insieme nel 2008 è ancora valida oppure no.
Sono domande retoriche, per me. E non ho bisogno di ripetere, una per una, quali siano le mie risposte. Ma per il partito cominciano a diventare domande stringenti e scomode, e dobbiamo sapere tutti insieme che non ci sarà modo di sfuggire a nessuna di esse. Si avvicina il tempo delle scelte. Per noi e per gli altri. Anche Casini dovrà fare le sue. Non reggerà a lungo una situazione che lo vede alleato del Cav. in Europa e oppositore in Italia, decisivo a Roma per far vincere la Polverini e decisivo a Bari per far vincere Vendola. Ci sono nodi intricati che dovremo sciogliere se vogliamo slegare la situazione politica italiana di qui al voto - quando sarà. Nel barile, non ci sono quasi più pesci.