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Principale - Intervista
6 settembre 2010

Il teatrino di Shakespeare - intervento - Il Secolo XIX

Follini: Tommaso Moro e il tragico "No" al re

Fu breve, brevissimo il processo contro Tommaso Moro. In poche pagine, tra il terzo e il quarto atto, Shakespeare lo fa passare dai fasti del potere al gelo della condanna a morte. La sua disubbidienza al re, che gli chiedeva di finanziare la guerra contro i francesi, costituisce "oltraggio capitale". E richiede appunto la pena capitale.
Fu un processo iniquo al massimo grado, un puro atto di
arbitrio. come ricordano tutti i devoti di san Tommaso Moro, patrono di noi politici. Il lord cancelliere opponeva alla ragion di Stato e ai capricci del sovrano
i propri obblighi morali. «Occorre prima che la nostra
coscienza si consulti con le leggi dello Stato». obietta ai dignitari che lo pressano. E quando sta per salire sul patibolo si consola dicendo «Ho la coscienza in pace,
benchè tra il mondo e me vi sia qualche contrasto».
Di politici sotto processo. da Tommaso Moro ai giorni nostri, se ne contano a bizzeffe. Processi giudiziari, come quelli che tengono desta l`attenzione politica
della maggioranza. Processi letterari, come quello che Pasolini voleva celebrare contro i maggiorenti democristiani. E processi terroristici, come quello brigatista che costo la vita ad Aldo Moro. Per ognuna di queste situazioni la classe dirigente s`è sempre illusa che potesse esserci una legge a costruire un riparo.
Prima di affrontare la collera del re, Tommaso Moro aveva
confidato: «Quanto più ti tocchino onori, responsabilità
pubbliche, ricchezza e potere, che possano tentarti ad afferrarli e a tenerli stretti, tanto più dovrai considerarli della natura del serpente, diffidare della loro pelle variopinta pensando a come mordono. Che sia sempre questa la tua massima: il potere, una volta sciolto il filo del rischio per conquistarlo, altro non è che un grande gomitolo, prima avvoltolato, e poi srotolato
con grande rovina». Shakespeare ci ricorda che Tommaso Moro potè affrontare a cuor leggero il suo destino di sconfitto perchè non dava gran credito al potere. Stiamo parlando di un santo. E però, se riuscissimo anche
noi a vedere il potere come un gomitolo, forse la nostra
contesa sarebbe meno aspra.


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