
Se Fini rompesse con Silvio Berlusconi dovrebbe correre da solo. Lo ha detto alla "Voce Repubblicana" il senatore del Pd del Partito democratico Stefano Ceccanti.
Senatore Ceccanti, lei è intervenuto nello scontro in atto nel Pd spiegando che il dibattito non deve svolgersi fra Veltroni e d'Alema. Cosa intendeva dire? “Il confronto non è tra duo personalità politiche, ma tra due concezioni diverse della politica. Nello schema di Walter Veltroni. il Pd è un progetto compiuto nell’ambito del quale è possibile costruire una coalizione per un progetto politico di governo. Però ci troviamo in un ambito nel quale il partito più grande, il Pd a vocazione maggioritaria, è il perno dell’alleanza. Viceversa, la proposta di D’Alema di un’alleanza tra la sinistra e un centro forte ha dato l’impressione di un ritorno allo schema d due gambe: Ds-Margherita. In questo progetto il partito più forte si fa portare al Governo da una propaggine politica comunista. Su questo dobbiamo chiarirci perché rischiano una regressione dal
Punto di vista politico”.
D’Alema è intervenuto per chiarire un concetto politico che Bersani non era in grado di spiegare?‘Penso che D’Alema sia piuttosto pessimista sulle possibilità espansive del partito di cui fa parte. E ragiona in un ottica che lui definisce realistica. Cosa pensi Bersani di tutto questo non lo so. Dopo la crisi del berlusconismo dobbiamo rispondere all’interrogativo se sia possibile scongelare una parte del l’elettorato verso di noi, Ecco perché dobbiamo osare”.
Lei “rottamerebbe’ qualche prima linea del Pd?“Il problema non è quello di una linea di rottura politica generazionale. Il nostro compito è quello di interpretare la crisi del berlusconismo. E capire se dopo Berlusconi ci può ancora essere il bipolarismo. Ecco perché dobbiamo evitare di ragionare in un’ottica pessimistica come fa D’Alema. La scelta delle peraone viene di conseguenza. Ed è legata a questo o quel progetto”.
Ha capito che legge elettorale vuole Bersani?“Non lo so. Da questo punto di vista, l’intervista di Rosi Bindi è chiarificatrice. La Bindi dice: ‘siamo favorevoli al collegio uninominale e al doppio turno. Dopodiché trattiamo. Ma il punto di arrivo di questo confronto non deve contraddire questa scelta iniziale’. E’ giusto”.
Se si andasse al voto con questa legge lo schema del 2008 (Pd-ldv) potrebbe andare bene?“Quello era un progetto minimale. Quel progetto potrebbe allargarsi , ma senza diventare come quello dell’Unione del 2006. Oggi dobbiamo creare un’alleanza che ci permetta di drenare voti dal centrodestra”.
In un nuovo schema con il Pd vedrebbe i finiani?“Dipende da come ci arriva al voto. Oggi non possiamo dirlo, Direi di no, Mi sembrerebbe più logico che Fini si presentasse da solo in caso di rottura con il Pdl’.