
Hanno voluto colpire un simbolo e un sogno. Un uomo che sapeva il fatto suo, coraggioso, che sapeva dire no e, soprattutto, sapeva far funzionare il suo territorio che aveva trasformato in un piccolo paradiso».
Il senatore Gerardo D`Ambrosio era amico di Angelo Vassallo, andava sempre in vacanza tra Pollica e Acciaroli quando era il procuratore di Mani Pulite ed era difficile trovare un angolo di pace in Italia. «Andavo giù, un posto poco conosciuto, ricordo pranzi deliziosi con quei pescatori e amabili chiacchierate con Angelo... ». Ieri mattina quando l`ex procuratore, oggi senatore del Pd, ha saputo dell`agguato-esecuzione è rimasto sotto choc: «Se è
stata la camorra - dice- siamo davanti a un fatto gravissimo».
Senatore, non ci sono ancora certezze sulla mano del killer che ha ucciso Vassallo. Lei che idea s`è fatto? «Nove colpi di calibro 9 sparati contro testa, cuore e gola dal finestrino, come dicono i primi rilievi, mal
si conciliano con moventi diversi da quelli della criminalità organizzata. Che però, va anche detto, non risulta essere presente nel territorio del Cilento. Conosco il procuratore Greco, collega capacissimo, che sta coordinando le indagini. Attendiamo. Ma ripeto, se si tratta di camorra, siamo di fronte a un fatto gravissimo per cui ci deve una reazione adeguata, da parte di tutti, non solo chi vive nel Cilento».
Cilento, terra senza clan ma che può destare molti appetiti criminali? «È il miracolo di Vassallo. È stato uno dei primi sindaci a puntare sulla raccolta differenziata. Ricordo ancora, più di dieci anni fa, era già sindaco, stava in piazza con i vigili urbani a controllare come i cittadini facevano la raccolta differenziata. Chi sbagliava, metteva carta al posto della plastica o qualcosa del genere, veniva rimandato indietro, "riportalo domani o scatta la multa". I cittadini sono stati educati e in quel comune, in tutto il Cilento, non c`è mai stata emergenza rifiuti e scarsissimo ricorso alle discariche. Anche nei periodi
più difficili per la Campania, il Cilento era la Svizzera. In quella zona, poi, è difficile trovare casa perché Vassallo aveva vincolato tutti i piani regolatori ed è difficilissimo costruire. Questo ed altro aveva trasformato Pollica e Acciaroli in una zona con cinque bandiere blu per le spiagge meravigliose, frequentata da turismo di alto livello, un porto turistico gioiello, set di fiction tv come Un posto al sole».
Ottimi motivi per attirare gli appetiti dei clan. «Non c`è dubbio. Vassallo, inoltre, è uno dei pochi amministratori che ha saputo sfruttare al meglio i finanziamenti europei. Ha realizzato i progetti, ha creato lavoro e prodotto ricchezza. Un ottimo amministratore».
Omicidio simbolo, perché? «Se sarà confermata la pista camorristica, colpire Vassallo vuol dire colpire un modello preciso, il suo. E
mandare un messaggio chiaro a chi ne deve prendere il posto. So ad esempio che in altri centri del Cilento
negli ultimi mesi si sono già presentate persone ad acquistare terreni a ridosso dell`approvazione dei
piani regolatori. Peccato che queste persone siano nullatenenti...».
Tracce di clan, quindi... «Credo le indagini debbano essere estese a tutto il territorio del Cilento e sarà decisivo vedere se i cittadini hanno il coraggio di raccontare e denunciare tutto quello che sanno».
A Reggio Calabria bombe sotto casa dei magistrati. Ucciso un sindaco-simbolo come Vassallo. Come legge questi fatti? «Le mafie alzano il tiro, colpiscono chi ostacola i loro affari. Il problema è che sanno di poterlo fare perché,
checché ne dica il governo, hanno più che mai il controllo del territorio e manca la prevenzione».