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Commissione 11 - Lavoro - Intervista
2 settembre 2010

lavoro - intervista di Adolfo Spezzaferro - laDiscussione

Ichino: Il nostro mercato del lavoro è disastroso

Si deve aprire agli investimenti esteri

«L`emergenza occupazione in Italia non nasce con la crisi ma la precede, è strutturale. La pessima performance del nostro sistema sul fronte dell`occupazione giovanile è in gran parte causata da una pessima istruzione. La situazione, del nostro mercato del lavoro è disastrosa, nettamente inferiore a quella dei nostri maggiori partner europei». E' l`analisi del professor Pietro Ichino, giuslavorista e senatore del Pd secondo il quale per la priorità per creare nuovi posti di lavoro è aprire, agli investimenti esteri.
L`Istat riporta un ulteriore calo dell`occupazione a luglio, scesa di 172mila unità rispetto allo stesso
mese del 2009. Scende ancora l`occupazione femminile, al 46 per cento. Ma soprattutto aumenta fortemente il numero degli inattivi, più 76mila unità rispetto a giugno e più
153mila rispetto,a luglio dell`anno scorso. La contrazione dell`occupazione è un effetto della crisi economica globale oppure c`e dell`altro?

È un fenomeno che si sta verificando anche in altri
Paesi occidentali, in particolare negli Stati Uniti. Ma
nel nostro Paese questo fenomeno si verifica in una situazione in cui il livello dell`occupazione, anche
prima della crisi, era nettamente inferiore rispetto ai
nostri maggiori partner europei, oltre che rispetto agli
Stati Uniti. Questo ne aumenta la gravità, sia dal
punto di vista economico, sia da quello sociale.
Il dato più allarmante, soprattutto se messo in relazione con la media dei Paesi Ue, è la disoccupazione giovanile, al 26,8 per cento: un giovane su quattro e senza lavoro. Ritiene che il Piano triennale per il lavoro varato dal governo ad agosto possa sbloccare questa situazione, favorendo apprendistato e formazione?
-Temo che a questa pessima performance dei nostro sistema, sul terreno specifico dell`occupazione giovanile,
concorre in modo determinante lo scadimento della qualità del servizio scolastico e dell`istruzione universitaria.
Questo non è un difetto che si possa correggere rapidamente: occorre una riqualificazione della scuola soprattutto della media superiore, e dell`Università che richiederà molti anni prima di dare frutti apprezzabili.
Il ministro del Lavoro Sacconi ha annunciato che il piano sarà discusso con le parti sociali per poter essere operativo il prima possibile. Su quali aspetti della formazione e più in generale delle relazioni tra lavoro e impresa si deve puntare in modo tale che davvero la formazione avvicini il giovane al mondo del lavoro e
soprattutto ce lo faccia restare?

Il primo obiettivo che dovremmo proporci, per aumentare
la domanda di manodopera e quindi di riflesso il tasso di occupazione, e quello di aprire molto di più il nostro Paese agli investimenti stranieri, che tra l`altro portano
anche innovazione e quindi aumento di produttività. Su questo terreno l`Italia e oggi penultima in Europa: peggio di noi fa soltanto la Grecia. Quanto alla formazione
professionale, occorre collegarla in modo molto più stretto agli sbocchi professionali effettivamente esistenti: E condizionare il finanziamento pubblico a un tasso accettabile, di coerenza tra formazione impartita
e sbocchi professionali effettivi: cosa che oggi da noi manca quasi del tutto.
Sempre Sacconi sottolinea invece che la situazione italiana e migliore di quella della Ue e che il trend negativo si è fermato. Allo stato attuale, la lenta ripresa dalla crisi in che misura e per quanto tempo ancora inciderà negativamente sul mercato del lavoro?
A me sembra che la situazione del mercato del lavoro italiano sia nettamente peggiore rispetto a quella dei nostri maggiori partner eùropei sotto tutti gli aspetti che rilevano di più, e in particolare per quel che riguarda il tasso di occupazione generale e quelli di occupazione femminile, giovanile e degli over 60. Per non parlare del dualismo feroce, tra protetti e non protetti,
che caratterizza in modo molto peculiare il nostro mercato del lavoro. E per non parlare del difetto grave dei servizi in questo mercato: mi riferisco soprattutto ai
servizi di informazione e orientamento professionale, di formazione e di riqualificazione nelle situazioni di crisi aziendale. Non siamo capaci di garantire e assistere la
mobilità dalle imprese che chiudono o ridimensionano
e quelle che hanno bisogno di manodopera qualificata. Non c`è davvero di che stare tranquilli.



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