
"Monti ha detto che l'Italia ce la può fare? Io credo che il discorso fatto dal Presidente del Consiglio corrisponda alla realtà e prefiguri uno scenario che è possibile che si verifichi, se riusciremo a restare saldi negli impegni che il Paese ha assunto con la riforma dell'articolo 81 della Costituzione sul pareggio di bilancio, con le riforme strutturali che si stanno agendo, certo, anche con la stretta finanziaria ed economica che finora è stata operata, ma anche e soprattutto con l'impegno di introdurre misure per l'occupazione e per la crescita. Io sono ottimista circa la possibilità che il Paese ce la faccia - ha proseguito - sentirlo dire dal presidente Monti, con dichiarazioni molto serie e realiste, mi è sembrato un ottimo viatico per il futuro". Lo ha detto Anna Finocchiaro, presidente del gruppo del Pd ai cronisti al Senato, subito dopo l'intervento del Presidente Monti.
"Una risoluzione comune con il Pdl? - ha continuato la presidente dei senatori del Pd - A me francamente pare normale. Non c'è capo di Stato straniero, prendete ad esempio la signora Merkel, che non vada in Europa dopo aver avuto dal proprio Parlamento un mandato. Le risoluzioni adottate dal Parlamento tedesco anche di recente vedono insieme liberaldemocratici e socialdemocratici, perché è normale che quando si ragiona del Paese e della sua relazione con l'Europa, specie in un momento di difficoltà, il capo del governo riferisca al Parlamento delle questioni e quest'ultimo dia delle indicazioni. E' normale che il capo del governo, assistito da quelle indicazioni, possa rappresentare al meglio il Paese sapendo di avere la forza di un mandato del Parlamento. E' quello che sta avvenendo oggi con una mozione unitaria che riunisce il Pd, il Pdl e l'Udc".
Sulle proteste di varie categorie attualmente in corso in Italia, la presidente dei senatori democratici ha detto "Questo è un Paese che resterebbe immobile e fermo. Nessuno - ha continuato Anna Finocchiaro - vorrebbe rinunciare ad un margine, seppure piccolo, del proprio vantaggio, o in alcuni casi del proprio privilegio, soprattutto in un momento di difficoltà. Ma se questo Paese resta quello che è, è un Paese destinato a perdere la partita, non c'è niente da fare. Io credo che misure di apertura dei mercati che guardino, e finalmente, ai giovani, alla possibilità di garantire alle ragazze e ai ragazzi italiani accesso alle opportunità economiche di lavoro e di impresa sia un fatto assolutamente positivo. Poi valuteremo il provvedimento in tutte le sue parti e cercheremo, se lo riterremo, di migliorarlo. Ma l'idea che tutto debba rimanere com'è è sbagliata".