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Commissione 11 - Lavoro - Comunicato stampa
7 febbraio 2012

Morti bianche

Antezza: Su amianto agire subito su punti irrisolti

"C'è una persona che muore di amianto ogni 5 minuti nel mondo e in Italia abbiamo tante drammatiche realtà colpite da questo fenomeno. E' bene che il governo faccia il suo dovere fino in fondo". Lo ha affermato la senatrice del PD Maria Antezza che ha firmato insieme a Felice Casson, e altri 30 senatori PD una risoluzione che impegna l'esecutivo su alcuni punti fondanti della normativa anti-amianto.
"E' evidente - ha spiegato - la gravità dei ritardi e la negligenza nella realizzazione, in ogni Regione, del registro degli ex esposti all'amianto e dell'anagrafe dei mesoteliomi pleurici, nonché del programma sanitario di monitoraggio, controllo medico e cura degli ex esposti all'amianto. Occorre al più presto correggere il decreto emanato dal Ministro del Lavoro e Previdenza Sociale in data 12 gennaio 2011 al fine di disciplinare le procedure e le modalità di erogazione delle prestazioni a favore di tutte le persone (civili e militari, lavoratori e non lavoratori), che abbiano contratto patologie asbesto-correlate per esposizione all'amianto a qualsiasi titolo, in situazioni lavorative, domestiche o ambientali e, in caso di premorte, in favore degli eredi".
"E' necessario poi - ha aggiunto - istituire un Fondo nazionale per il risanamento degli edifici pubblici, per il finanziamento degli interventi finalizzati ad eliminare i rischi per la salute pubblica derivanti dalla presenza di amianto negli edifici pubblici e nelle strutture e mezzi di trasporto pubblico, prevedendo prioritariamente la messa in sicurezza degli edifici scolastici ed universitari, delle strutture ospedaliere, degli uffici aperti al pubblico e delle caserme e delle navi militari".
"E' inoltre importante - ha concluso - oltre a riaprire i termini per la presentazione delle richieste di risarcimento e per rimuovere o sollecitare la rimozione di qualsiasi interpretazione controversa delle disposizioni vigenti che, utilizzate in modo improprio dall'INAIL, dall'INPS e dall'IPSEMA, hanno finora impedito il rilascio di un numero rilevante di certificazioni di esposizione all'amianto a favore dei lavoratori esposti e agli ex esposti e conseguentemente impedito il loro accesso ai benefici e alle prestazioni sanitarie previste dalla normativa vigente".


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