PD SENATO
Serra: Il malaffare è in aumento dal governo arrivano solo spot
«Sull`onda della cronaca ci si lava la coscienza annunciando inasprimenti di pene. Ma non c`è bisogno di esser un giurista per capire che la lotta alla corruzione è fatta d`altro» Achille Serra, già prefetto, oggi senatore del Pd, è stato anche Alto Commissario per la lotta alla corruzione. Quello del governo - dice - è «uno spot pubblicitario».
Il governo però annuncia misure severe. Non condivide l`allarme?
«Intanto vorrei dire che ben tardi si ricordano di metter mano al problema della corruzione. Ho sempre detto - da prefetto, da Alto commissario, da senatore - che la corruzione non solo non è cessata ma si è sofisticata. Lo dicessi solo io... ma lo dicono la Corte dei Conti, Trasparency International e la Banca mondiale».
Quali sono le differenze col`92?
«Innanzitutto, nel `92 la magistratura era vista come
salvatrice della patria e i giudici come eroi. Godevano di credibilità di fronte all`opinione pubblica. In questi anni si è cercato in tutti i modi di disintegrare quella
credibilità. Oggi si sentono frasi del tipo "i pm si vergognino". E' una difficoltà in più nell`azione di contrasto. E poi, se nel`92 si prendevano tangenti anche, ho detto "anche", per il partito, oggi le si prendono principalmente per se stessi».
La soluzione è l`inasprimento delle pene annunciato dal
governo Berlusconi?
«Assolutamente no. É uno spot pubblicitario. Le pene ci sono: basterebbe applicarle e dar loro certezza. Oltretutto non si può scaricare su magistratura e forze
dell`ordine, già impegnate su reati gravi. Lotta alla corruzione significa indagini difficili, lunghe, fatte di pedinamenti e intercettazioni. Esisteva l`Alto commissario: invece di potenziarlo come necessario, lo si è chiuso».
Come si conciliano inasprimento delle pene da una parte e, dall`altra, processo breve e stop alle intercettazioni?
«l1 processo breve non si farà mai, serviva per arrivare al legittimo impedimento ed è su un binario morto. E' invece sconvolgente che si tenti di ridurre íl ricorso alle intercettazioni. Non dobbiamo confondere l`ignobile
pubblicazione del loro contenuto da punire severamente - con la possibilità di utilizzare un fondamentale strumento
d`indagine. È sconvolgente».
Siamo di fronte ad una nuova Tangentopoli?
«Non so se sia Tangentopoli. So che la corruzione è ad un livello altissimo. E so che nessuno strumento otterrà risultati se la politica non si doterà di un codice etico rigorosissimo. Va tagliato ogni legame tra essa e il malaffare, tra politica e criminalità. Non dò giudizi, ma se al governo ci sono personalità con imputazioni bisogna prendere provvedimenti: l`etica deve tornare ad essere
centrale, il cittadino deve essere rassicurato sulla trasparenza delle istituzioni e dei partiti».