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“Il governo intervenga al più presto in merito alla preoccupante crisi di Condotte Spa: per capire la reale fattibilità di proseguire opere infrastrutturali di interesse strategico anche all’estero, per tutelare l’integrità aziendale e per salvaguardare i livelli occupazionali, anche con l’eventuale ricorso a Cassa Depositi e Prestiti o agli ammortizzatori sociali”. E’ quanto chiedono, con un’interrogazione ai Ministeri dello Sviluppo Economico, del Lavoro e delle Infrastrutture e Trasporti, i senatori del Partito democratico Bruno Astorre, Giuseppe Cucca, Monica Cirinna’, Francesco Verducci, Francesco Giacobbe, Dario Stefàno, Eduardo Patriarca, Gianni Pittella, Mauro Marino, Alan Ferrari, Simona Malpezzi, Caterina Biti, Daniele Manca, Nadia Ginetti, Lorenzo Grimani, Alessando Alfieri, Stefano Collina, Andrea Ferrazzi, Annamaria Parente, Luciano D’Alfonso, Vito Vattuone.
“Il terzo player nazionale nel settore delle costruzioni, con ricavi annui superiori a 1,3 miliardi di euro, un portafoglio ordini di oltre 6 miliardi e una forza lavoro di circa 5.000 unità, tra dipendenti diretti, delle società partecipate e delle consortili – si legge nel documento – versa in una grave situazione. Il 15 gennaio scorso è stata accolta dal Tribunale di Roma la richiesta di concordato con riserva presentata dalla società Condotte, mentre il personale, preoccupato per le sorti aziendali e per la mancata chiarezza dei vertici ai tavoli istituzionali, è in stato di mobilitazione”.
In questa delicata situazione, continuano gli interroganti, si prospetta “l’offerta formulata da Oxy Capital Italia, ma si teme si tratti di un’operazione altamente speculativa, affatto interessata a garantire il rilancio dell’azienda, quanto piuttosto ad assicurare agli investitori un cospicuo profitto con la sostanziale dismissione di tutti gli asset positivi dell’azienda”.
I senatori del Partito democratico chiedono pertanto ai Ministeri di “verificare quali passi si possano compiere per tutelare l’occupazione e garantire il rilancio dell’attività, nonché l’esito positivo della trattativa con le banche”.


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