Senatore Luigi Zanda, il M5S è spaccato.
«Io non credo che ci sarà la scissione. Perché quella tra Conte e Grillo è una sfida molto personale e ritengo che nessuno dei due voglia buttare a mare una storia che li ha portati a un successo politico. Ci saranno aggiustamenti dello statuto, non ci saranno scissioni. Ma la questione più importante è quale sarà il posizionamento politico del M5S. Io mi aspetto ci sia la conferma della fiducia piena nel governo Draghi, nell`europeismo e atlantismo, senza cedimenti filo-cinesi. In più mi attendo che non ci sia nessuno sbandamento sui principi della democrazia parlamentare e liberale».
E se il M5S prendesse le distanze da Draghi?
«Credo nessuno dei partiti che oggi sostengono Draghi possa avere la temerarietà di mandare a picco l`Italia per futili motivi. Se ciò dovesse invece accadere, le conseguenze politiche sarebbero molto serie». II M5S è un alleato affidabile? «lo ho sempre considerato e considero il rapporto con i 5 Stelle un`alleanza tattica e non strategica».
Tra un po` inizieranno le grandi manovre per il Quirinale. Pd e 5 Stelle giocheranno di concerto?
«Penso che sia veramente troppo presto per parlare di quello che succederà a febbraio prossimo. Quando esi- stevano i grandi partiti popolari era possibile immaginare con molti mesi d`anticipo, anche se non è sempre stato così, lo scenario di questa elezione e si potevano siglare accordi importanti. Noi invece oggi abbiamo un sistema politico molto frantumato, con tre partiti intorno al 20 per cento, un quarto partito al 15 circa e dei partiti minori. Ne consegue che cercare di costruire oggi maggioranze in vista dell`elezione del Quirinale sia un`impresa inutile oltre che sbagliata. Nessuno oggi è in grado di fare previsioni attendibili. Non è in gioco solo il rapporto tra Pd e 5 Stelle, anche il centrodestra è in difficoltà: Forza Italia proseguir] sulla strada della federazione dopo le posizioni assunte da Meloni e Salvini in Europa?».
Già, Salvini è un vostro alleato di governo e ha siglato un patto con Orban e gli altri sovranisti d`Europa…
«Si tratta di una questione molto rilevante: tutta la destra nazionalista europea è in allarme e si mette insieme per mostrare i muscoli. Peccato che anche Salvini e Meloni si siano uniti a questo gruppo. Dopo la sospensione del patto di stabilità e dopo il Pnrr le destre nazionaliste e sovraniste sentono l`odore di un`Europa più unita e ora temono un`Europa federale. La sfida finale infatti sarà quella tra l`Europa federale e l`Europa dei nazionalismi».
Il rapporto tra il Pd e Draghi è saldo?
«Io penso che l`Italia sia molto fortunata ad avere Draghi premier e concordo con quello che ha detto Letta: il governo Draghi è il governo del Pd. Poi naturalmente ci sono gli aspetti politici della vita di un partito che non si esauriscono nell`appoggio a un governo. Noi abbiamo l`imperativo categorico di svolgere iniziative politiche che portino ad allargare la nostra base elettorale”
Che nei sondaggi non va oltre il zo per cento.
«Il 5o per cento degli italiani è formato da elettori di centro che guardano a sinistra e da elettori di sinistra che guardano al centro: questo è il Pd, la nostra base elettorale potenzialmente è molto ampia. E le Agorà immaginate da Letta la allargheranno».


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